Time is out of Joint | Ed. 2016

Con l’inaugurazione della grande mostra Time is Out of Joint, lunedì 10 ottobre 2016, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea scrive un nuovo capitolo della sua storia portando a compimento l’ampio processo di trasformazione, riorganizzazione e riallestimento, iniziato il 21 giugno 2016, con la restituzione al pubblico di spazi completamente rinnovati e la profonda rilettura delle sue collezioni.

 

L’esposizione, il cui titolo cita i versi dell’Amleto di William Shakespeare “The time is out of joint”, sonda l’elasticità del concetto di tempo, un tempo non lineare, ma stratificato, che sembra porre in atto il dilemma dello storico dell’arte Hans Belting “la fine della storia dell’arte o la libertà dell’arte”. È il definitivo abbandono di qualsiasi linearità storica, per una visione che dispiega, su un piano sincronico, le opere come sedimenti della lunga vita del museo: da Giacomo Balla, Gustav Klimt, Lucio Fontana, Alberto Giacometti a Cristina Lucas, Adrian Paci, Sophie Ristelhueber, per citarne alcuni.

 

Sostenuta dall’autonomia speciale della riforma del MiBACT, la Galleria Nazionale si propone come luogo di scoperta, aperto alla ricerca e alla contemplazione, e spazio di riflessione sui linguaggi, sulle pratiche espositive e sul ruolo del museo contemporaneo.

LA GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, nata a Roma nel 1883, custodisce una delle più ampie collezioni d’arte, circa 20.000 opere tra dipinti, disegni, sculture e installazioni che testimoniano le principali correnti artistiche dall’Ottocento ai nostri giorni.

Nell’ambito dell’autonomia acquisita con la riforma del MIBACT, la Galleria diretta da Cristiana Collu ha avviato un ampio progetto di riorganizzazione e di riordino degli spazi. Le collezioni sono state al centro di una profonda rilettura che ha ripensato l’allestimento, prima in The Lasting. L’intervallo e la durata poi nella grande mostra Time is Out of Joint, rispettivamente prologo e corpo di un discorso su un tempo disarticolato, non lineare, stratificato. Un tempo sospeso che si sostituisce alla tradizionale lettura cronologica, consentendo alla Galleria di sperimentare pratiche espositive e chiavi di lettura nuove.

Dalla sua costruzione, nel 1911, l’edificio di Bazzani ha subito interventi continui che ne hanno modificato costantemente l’assetto interno. Oggi, con attenzione quasi archeologica, viene riportato al suo splendore originario: un lavoro di cura che ha posto l’accento sulla luce e sul rapporto tra interno ed esterno. Il museo incontra la città e affronta temi attuali come il potere, la violenza, i diritti umani, il conflitto, la comunità, l’identità, i beni comuni. Si propone dunque come luogo di dialogo e ascolto, uno spazio di partecipazione e condivisione anche virtuale, in cui le persone trovano una dimensione di accoglienza e ospitalità, di scoperta e meraviglia, di contemplazione e riflessione su un presente complesso e frammentato. 

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